Hai mai pensato a cosa succederebbe al tuo patrimonio se, improvvisamente, non ci fossi più? Per molti, questa è una domanda scomoda, ma per chi accumula ingenti ricchezze, diventa una priorità. E se questi beni fossero frutto di attività criminali, la questione si fa ancora più complessa. L’eredità di Jeffrey Epstein, infatti, non è solo una questione di milioni di dollari, ma un intreccio di segreti, accuse e un piano di distribuzione che è emerso solo ora.
Proprio quando pensavamo di aver visto tutto su Jeffrey Epstein, un nuovo documento segreto getta ulteriore luce sulla sua vita e sulle sue intenzioni. Un testamento, tenuto nascosto per anni, rivela i dettagli di come l’ormai defunto finanziere, accusato di traffico sessuale, avesse pianificato di distribuire la sua colossale eredità di circa 630 milioni di dollari. Ma la storia è tutt’altro che semplice, e le cifre che emergono potrebbero sorprenderti.
Il documento segreto: “The 1953 Trust”
Chi doveva ereditare i quasi 630 milioni di dollari?
Pochi giorni prima della sua morte in custodia cautelare a New York, Jeffrey Epstein firmò un testamento che dettagliava la divisione del suo patrimonio. La notizia di questo documento, noto come “The 1953 Trust“, è venuta alla luce grazie a Business Insider, che ha avuto accesso agli atti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Questo fondo fiduciario, creato sfruttando il suo anno di nascita, avrebbe dovuto gestire la distribuzione miliardaria. Ma c’è un dettaglio cruciale: questo testamento non è mai entrato in vigore nella sua forma originale, aprendo la strada a complesse vicende legali e alla distribuzione di gran parte del patrimonio alle presunte vittime.
La principale beneficiaria: la fidanzata di Epstein
Un anello di diamanti e proprietà da capogiro
Secondo il testamento, la beneficiaria principale sarebbe dovuta essere Karyna Shuliak, all’epoca fidanzata di Epstein. A lei erano destinati 100 milioni di dollari, un anello di diamanti da 32,73 carati e quasi tutte le sue proprietà. Parliamo di una residenza a Manhattan, un appartamento a Parigi, un ranch in New Mexico e due isole private nelle Isole Vergini Americane. Un vero e proprio impero immobiliare, destinato a passare di mano.
Shuliak, dentista di professione, è stata l’ultima persona fuori dal carcere ad aver parlato con Epstein la sera prima della sua morte. Tuttavia, le sue risposte alle richieste di Business Insider non sono mai arrivate, lasciando un’ombra di mistero attorno alla sua figura e alla sua potenziale eredità.
Un piano A e un piano B: la figlia di un miliardario
La sorprendente svolta nella divisione dei beni
Interessante notare come un precedente documento di pianificazione patrimoniale, il “Jeffrey E. Epstein 2019 Trust” di gennaio 2019, avesse designato Celina Dubin, figlia della sua ex compagna Eva Andersson Dubin e del miliardario Glenn Dubin, come beneficiaria principale. A lei sarebbero andate due delle proprietà più significative di Epstein: la Zorro Ranch in New Mexico e la sua proprietà nelle Isole Vergini, oltre al resto del patrimonio.
Tuttavia, la famiglia Dubin ha più volte dichiarato di non essere a conoscenza di tali piani e di aver reciso ogni legame con Epstein, e sia Celina che Eva hanno rinunciato a qualsiasi potenziale eredità in modo formale. Questo cambio di programma sottolinea quanto fosse intricata la rete di relazioni e interessi attorno a Epstein.
Gli uomini di fiducia: avvocato e contabile
Destinati a gestire e a ricevere somme considerevoli
Dietro le quinte, Epstein aveva previsto anche ruoli chiave per i suoi più stretti collaboratori. Darren Indyke, il suo avvocato personale di lunga data, era destinato a ricevere 50 milioni di dollari e a fungere da co-esecutore testamentario. Richard Kahn, il suo contabile personale, avrebbe ricevuto 25 milioni di dollari, ricoprendo anch’egli il ruolo di co-esecutore e trust manager.
La loro nomina a esecutori testamentari era chiara: Epstein li considerava persone di fiducia, capaci di gestire le sue finanze anche dopo la sua scomparsa. È importante notare che un loro legale ha ribadito che né loro né altri beneficiari riceveranno fondi fino a quando tutti i creditori, comprese le vittime, non saranno stati pienamente risarciti.
Altre figure chiave e i risarcimenti alle vittime
Ghislaine Maxwell, il fratello, e denaro per i creditori
Il testamento menziona anche altre figure. Ghislaine Maxwell, condannata per traffico sessuale, avrebbe dovuto ricevere dieci milioni di dollari. Anche Mark Epstein, fratello di Jeffrey, era previsto ricevesse dieci milioni di dollari, da gestire in un fondo fiduciario per i suoi figli.
La realtà, però, è che la maggior parte del patrimonio di Epstein ha preso una piega diversa. Oltre 125 milioni di dollari sono stati erogati tramite un programma di compensazione a più di 100 vittime. A questo si aggiungono centinaia di milioni destinati a tasse, accordi con le vittime e altre spese legali. Il “1953 Trust”, quindi, è rimasto in gran parte sulla carta, superato dalle necessità legali e morali di risarcimento.
La storia del testamento di Jeffrey Epstein ci mostra come anche nelle circostanze più oscure, esista un tentativo di pianificare il futuro, di lasciare qualcosa a chi si è avuto vicino. Ma ci ricorda anche che la giustizia, quando arriva, può ribaltare ogni piano preesistente, mettendo al primo posto chi ha subito il danno.
Cosa ne pensi di queste rivelazioni? Ti aspettavi un simile desiderio di distribuire l’eredità, dati i crimini commessi?








