Sei mai sentita sopraffatta dall’idea di essere madre nell’era moderna, temendo di perdere te stessa e le tue ambizioni? Molte donne, crescendo, assorbono immagini di maternità che sembrano richiedere il sacrificio totale del sé individuale, travolte da un senso di iper-protezione che limita sia il genitore che il bambino. Ma se ti dicessi che esiste un modo diverso, più equilibrato, che permette di eccellere sia nella carriera che nella cura dei propri figli?
Nel mio percorso di vita, ho sempre pensato di avere un’idea chiara di cosa significasse essere madre. Una visione che, devo ammettere, mi spaventava profondamente. Vedevo amiche e conoscenti trasformarsi, perdendo la loro energia, il loro spirito d’iniziativa e la loro identità, diventando essenzialmente un’estensione del ruolo materno. Questo mi ha portato a rimandare a lungo l’idea di maternità, dedicandomi anima e corpo alla costruzione della mia azienda di educazione finanziaria e al mio podcast.
Un trasferimento che ha cambiato tutto
Tutto è mutato nel 2023. Un trasferimento di lavoro negli Paesi Bassi mi ha portata a scoprire non solo una nuova cultura lavorativa, ma anche un approccio completamente diverso all’educazione dei figli. Nascere in un paese come i Paesi Bassi, riconosciuto tra i migliori per crescere bambini, e trovarsi ad affrontare la maternità per la prima volta, è stata un’esperienza che mi ha aperto gli occhi.
Fin dai primi momenti dopo la nascita di mia figlia, ho percepito un’aria diversa. Non ero più definita solo dal mio nuovo ruolo di madre. Al contrario, venivo incoraggiata a essere ancora me stessa, una professionista, una persona completa.
I primi passi della “libertà controllata”
L’indipendenza, nei Paesi Bassi, sembra iniziare quasi alla nascita. Una delle prime “stranezze” che ho incontrato è stata la figura della “Kraamzorg”. Si tratta di un’assistenza sanitaria domiciliare fornita dal governo, che ti supporta per la prima settimana dopo il parto. È proprio tramite la Kraamzorg che ho assimilato il mantra olandese sull’educazione: “Lascia il tuo bambino tranquillo, osservalo, offri supporto, e poi lascialo di nuovo fare da solo”.
Questo modo di vivere metteva in discussione tutto ciò che credevo di sapere sul diventare madre. Negli Stati Uniti, ero abituata a una costante presenza: mia madre era sempre a portata di mano per ogni cosa. La supervisione costante a scuola e fuori casa era la norma, e la nostra famiglia teneva i bambini sempre sotto stretta osservazione.
Abbracciare l’autonomia: una sfida iniziale
In netto contrasto, l’educazione olandese mi spingeva a lasciare che mia figlia esplorasse e imparasse in autonomia. All’inizio, mi sentivo a disagio e andavo contro il mio istinto quando lasciavo la stanza o mi concentravo sul lavoro mentre lei giocava nelle vicinanze. Dubitavo continuamente di stare facendo la cosa giusta. Tuttavia, osservando le altre famiglie olandesi vivere con naturalezza questa filosofia, i miei dubbi si sono attenuati e ho continuato ad adottare questo approccio.
Il risultato? A soli cinque mesi, mia figlia giocava da sola, esplorava il cibo al suo ritmo e riusciva persino a calmarsi da sola. Questa precoce indipendenza le ha permesso di adattarsi facilmente a nuovi ambienti, trasformandola in una bambina serena e curiosa.
Trovare l’equilibrio tra maternità e carriera
Vedere la mia bambina prosperare grazie a questo metodo mi ha resa capace di abbandonare gradualmente la mentalità iper-protettiva con cui ero cresciuta. L’approccio olandese all’educazione, che si ritrova in molte altre nazioni europee, mi ha donato una libertà che non avrei mai immaginato. Già due mesi dopo il parto, ho potuto riprendere in mano la mia attività, ritrovando un senso di normalità e di equilibrio nella mia vita.
La possibilità di dedicare tempo alla mia carriera e, allo stesso tempo, essere presente per mia figlia mi sembrava un sogno irrealizzabile rispetto agli standard americani. Ma qui, era assolutamente normale. Ogni madre nel mio quartiere sembrava fare lo stesso.
Il potere della comunità
E non sono solo le madri a offrire un supporto incredibile, ma l’intera comunità. Molti caffè, ad esempio, dispongono di aree gioco dedicate ai bambini, permettendomi di conversare tranquillamente con le amiche mentre mia figlia gioca poco distante. Le biblioteche offrono programmi che incoraggiano l’indipendenza dei bambini, dando alle madri l’opportunità di scambiare esperienze e imparare l’una dall’altra.
Osservare bambini di quattro o cinque anni andare autonomamente a scuola sulle loro biciclette, e poi a sette anni muoversi in totale indipendenza, mi ha dimostrato quanto sia radicata l’indipendenza in questo paese. È una liberazione rinfrescante sentirsi supportati da una comunità che valorizza l’autonomia e permette sia ai genitori che ai bambini di fiorire liberamente. Non credi che questo approccio potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo alla maternità in tutto il mondo?








