Ho lasciato il mio lavoro perfetto per il Giappone: ecco cosa ho imparato

Ti sei mai trovato a fare un lavoro che sulla carta sembra perfetto, ma che dentro ti fa sentire vuoto? Molti adulti tra i 25 e i 45 anni vivono questa realtà, sentendosi incastrati in un percorso prestabilito che promette stabilità ma soffoca la creatività. Se anche tu stai pensando di cambiare rotta, questo racconto potrebbe essere LA scintilla che ti serve per osare.

Il “lavoro dei sogni” che non era il mio

Avevo vent’anni e, dopo una laurea in Servizio Sociale e certificazioni per l’insegnamento dell’inglese, pensavo di aver trovato la mia strada: insegnare. Sembrava la scelta più logica e rassicurante, un percorso che avrebbe reso felici la mia famiglia e me stesso, garantendo quella stabilità tanto agognata dopo anni di studio.

Ho trovato una posizione come docente universitario, ero tecnicamente qualificata e, dopo qualche tentativo per superare il mio sindrome dell’impostore, ho iniziato a insegnare. Le ore erano gestibili, gli studenti piacevoli e i miei cari erano orgogliosi di me. Su carta, era davvero un lavoro da sogno, adulto, in linea con il mio percorso e apparentemente “la cosa giusta da fare”.

Ma il fuoco interiore si stava spegnendo

Con il tempo, quella sensazione di realizzazione è svanita. Nonostante le apparenze, mi sentivo bloccata. Tra i cambiamenti della vita, il burnout da insegnamento e una crescente distanza dalle mie vere passioni, l’insoddisfazione diventava palpabile. La creatività, che sempre mi aveva accompagnato tramite scrittura, video, cucina e contenuti digitali, veniva soffocata dalla preparazione delle lezioni, dalla correzione dei compiti e dalla lettura di saggi. Le serate, che avrebbero potuto essere dedicate ai miei hobby, erano dedicate al lavoro.

L’aspettativa sociale che un “buon” lavoro debba essere mantenuto per anni rendeva l’idea di mollare un vero e proprio tabù, una violazione delle regole non scritte. Mi sentivo intrappolata in una carriera che non mi apparteneva veramente e non volevo inseguire un successo che non mi sembrava sostenibile.

La svolta: freelance e… Giappone?

La mia natura imprenditoriale mi spingeva sempre a cercare nuove idee e opportunità. Iniziando a esplorare altre strade, il freelance writing mi è sembrato il passo più logico. Con il pieno supporto di mio marito, ho deciso di lasciare l’insegnamento per dedicarmi a tempo pieno alla scrittura da freelance, una scelta che ha suscitato più di qualche sopracciglio scettico.

  • Lasciare un lavoro stabile ha ridefinito il mio concetto di successo.
  • Il trasferimento in Giappone mi ha mostrato che la vita dopo la laurea non deve per forza essere lineare.

Un desiderio irrefrenabile di nuovo

Proprio mentre il mio capitolo da insegnante stava per chiudersi, ho scoperto il programma Working Holiday per il Giappone. Avevamo visitato il paese all’inizio del 2024 e ce ne eravamo innamorati perdutamente. Tornati a casa, quella sensazione era difficile da ignorare. Il nostro contratto di affitto ci legava alla nostra città natale fino a ottobre, ma dopo averci vissuto tutta la vita, restare sembrava più una limitazione che un piacere. Con l’aumento del costo della vita e la sensazione di aver superato le mie routine, volevo esplorare qualcosa di completamente diverso.

Abbiamo richiesto il visto, venduto gran parte delle nostre cose e, a dicembre 2025, siamo volati a Tokyo, pronti a festeggiare il nuovo anno dall’altra parte del mondo.

Una nuova definizione di successo

La vita qui è incredibile. Imparare il giapponese, scoprire una nuova cultura e costruire una vita a Tokyo è esattamente ciò di cui avevo bisogno. E sì, il cibo è fantastico! Trasferirmi all’estero e cambiare percorso professionale non ha significato rinunciare alla mia formazione o ai miei valori. Al contrario, li ha ridefiniti.

La mia definizione di successo oggi è diversa. Non sono più in un’aula, ma il mio background in servizio sociale e nell’insegnamento continua a plasmare il mio lavoro. Creo e modifico contenuti volti ad aiutare gli altri, e sono fortunata a poter scrivere della mia vita e delle mie esperienze all’estero.

Le porte che si aprono

Quando ho detto alle persone che avrei lasciato l’insegnamento, e poi che mi sarei trasferita in Giappone, è sembrata una scelta eccentrica. Mio marito ha persino lasciato il suo lavoro stabile per seguirmi. Eppure, questo trasferimento ha aperto molte più porte di quante ne abbia chiuse. Vivere a Tokyo mi ha offerto nuove esperienze, storie e opportunità che altrimenti non avrei mai potuto cogliere.

Ho imparato che la vita dopo la laurea non deve essere lineare – e forse non dovrebbe esserlo affatto. Per alcuni la stabilità è la strada giusta, per altri un percorso tortuoso può portare a una crescita inaspettata. Non so come sarà la mia vita tra due o cinque anni, ma so che la sto costruendo secondo i miei termini. E questo, mi sembra un ottimo inizio.

E tu, hai mai fatto un cambiamento radicale nella tua vita professionale o personale? Raccontacelo nei commenti!

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Piacere, Giulia! Sono una giornalista digitale con la passione per il "problem solving". Adoro scovare curiosità e trucchi che nessuno conosce per risparmiare tempo e denaro. Il mio stile è diretto e pratico: se c'è un modo più furbo per fare qualcosa, lo troverò e lo condividerò con te nei miei articoli.

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