Immagina di allenarti duramente, spingendo i tuoi limiti in palestra, per poi sentire un dolore che associ solo alla fatica. E se quel dolore, unito a un’altra sensazione, nascondesse qualcosa di molto più serio? Molti sottovalutano i segnali del proprio corpo, ma per LaShae Rolle, una giovane studentessa di 26 anni che studiava ricerca sul cancro, questi sintomi si sono rivelati fondamentali. La sua storia, per quanto agghiacciante, è un faro di speranza e un promemoria potente sull’importanza di ascoltare il proprio corpo, anche quando sembra implausibile.
Il primo allarme: più di un semplice indolenzimento
LaShae si stava preparando per una competizione di powerlifting, sollevando quasi 136 kg. Era normale avvertire dolori muscolari, ma uno dei dolori che sentiva al petto era diverso. All’inizio non ci ha dato troppo peso, pensando fosse solo il risultato delle sue intense sessioni di allenamento. Eppure, quel dolore insistente non passava del tutto.
Il nodulo: un campanello d’allarme che non poteva ignorare
La svolta è arrivata quando, quasi per caso, LaShae ha avvertito un nodulo nel seno. Questo è un sintomo classico del cancro al seno, qualcosa che lei, grazie ai suoi studi in oncologia, conosceva fin troppo bene. Nonostante la sua giovane età e l’assenza di storia familiare di cancro, questo segnale l’ha convinta ad agire immediatamente.
La diagnosi scioccante: un “controllo per scrupolo” rivela il cancro
Con il suo background scientifico, LaShae sapeva che era importante indagare. Ha prenotato una visita medica e una mammografia, più per tranquillizzarsi che per paura. “Pensavo fosse solo un controllo da fare per spuntare dalla lista, per non avere rimpianti più tardi,” ha raccontato a Business Insider. La sorpresa e lo shock sono stati enormi quando i risultati hanno confermato l’inaspettato: LaShae aveva il cancro al seno.
È incredibile come a 26 anni, senza fattori di rischio apparenti, si possa ricevere una diagnosi del genere. La sua esperienza mette in luce come il cancro non discrimini per età o stile di vita.
Le sfide per le giovani pazienti oncologiche
Il caso di LaShae non è un’eccezione. Negli ultimi anni, si registra un aumento preoccupante di diagnosi di tumori, come quello al seno e al colon, in persone molto giovani. Paradossalmente, il sistema sanitario è spesso meno preparato a gestire questi casi, abituato a trattare pazienti più anziani o estremamente giovani.
LaShae si è trovata ad essere la più giovane in sala d’attesa, un’esperienza che l’ha fatta sentire isolata. Le hanno persino scambiato la madre per la paziente. La necessità di riorganizzare i suoi studi per il dottorato ha aggiunto ulteriore stress.
Trovare una comunità è stato fondamentale. Un’app chiamata Cancer Buddy l’ha messa in contatto con altri giovani pazienti con diagnosi simili, offrendo un supporto emotivo insostituibile. Questo l’ha aiutata a confrontarsi con le sfide uniche della diagnosi in giovane età: l’impatto finanziario, la fretta di preservare la fertilità e la perdita dell’illusione di invincibilità giovanile.
Sport: un alleato inaspettato nella lotta contro il cancro
Ciò che rende la storia di LaShae ancora più straordinaria è il suo approccio proattivo durante il trattamento. Era determinata ad applicare ciò che studiava: la prevenzione e il trattamento delle malattie attraverso l’esercizio fisico e la nutrizione. La sua prima domanda al suo supervisore del dottorato è stata: “I pazienti oncologici dovrebbero allenarsi?”.
Appassionata di sollevamento pesi fin dal college, LaShae non aveva intenzione di rinunciare. Le linee guida generali raccomandano esercizio moderato, ma c’è poca chiarezza sull’allenamento intenso.
- LaShae ha intrapreso una ricerca personale, scrivendo una pubblicazione pionieristica nel 2025.
- Questa ricerca, la prima del suo genere, analizzava l’allenamento di forza per atleti d’élite durante la chemioterapia.
- Ha integrato il sollevamento pesi con esercizi cardiovascolari come il ciclismo, rendendo lo sport una parte integrante del suo piano di recupero.
Con grande sorpresa e soddisfazione, LaShae ha mantenuto circa il 90% della sua forza durante tutto il trattamento, inclusi gli interventi chirurgici. **Il suo background da atleta le ha dato la resilienza e la fiducia necessarie** per affrontare la malattia con un piglio diverso, persino incoraggiando i suoi medici a raccomandare più attività fisica ai loro pazienti.
Ritorno alla vita, con una nuova prospettiva
Nell’ottobre 2024, LaShae ha completato il suo trattamento ed è in remissione. I controlli recenti sono incoraggianti, anche se continuerà per otto anni una terapia farmacologica e ormonale per prevenire ricadute.
Ora, a 28 anni, LaShae è sulla buona strada per ottenere il suo dottorato. Continua ad allenarsi con i pesi, considera di tornare alle competizioni di powerlifting e sta abbracciando la sua nuova identità di sopravvissuta al cancro.
La sua lezione di vita è chiara: “Semplicemente, non stressarsi per fare le cose, portare a termine gli impegni, impegnarsi per gli altri, fare ricerca e vivere la mia vita al meglio”.
Quali altri segnali del corpo pensi che vengano spesso sottovalutati?








