Hai notato anche tu? In un mondo che celebra l’indipendenza e l’uguaglianza, un dato recente sembra andare controcorrente, soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni. Una potenziale marcia indietro su conquiste sociali che sembrava date per scontate. Scopriamo cosa sta succedendo davvero.
La generazione Z e il ritorno ai ruoli tradizionali
Influencer che esaltano la vita casalinga, figure pubbliche che seminano discorsi divisivi: i modelli di ruoli tradizionali stanno riaffiorando sui social media, influenzando le menti dei più giovani. Una ricerca commissionata da “Ipsos” in 29 Paesi ha rivelato un dato sorprendente: gli uomini della Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) mostrano, in media, le opinioni più retrograde sulla divisione dei ruoli nelle relazioni, rispetto ad altre fasce d’età.
Perché succedono queste inversioni di tendenza?
“Gli ecosistemi digitali amplificano la polarizzazione, poiché gli algoritmi dei social media premiano messaggi estremi,” spiega Robert Grimm, a capo della ricerca politica di Ipsos in Germania. Questo significa che i contenuti che propongono un ritorno a gerarchie di genere più definite ottengono maggiore visibilità, creando un circolo vizioso.
I giovani uomini intervistati, ad esempio, hanno più probabilità di affermare che le gerarchie tradizionali siano auspicabili in una relazione. Hanno anche maggiori difficoltà ad accettare che una donna guadagni più del proprio partner o che sia particolarmente indipendente nella vita.
È preoccupante vedere che l’atteggiamento verso la parità di genere non è più positivo, specialmente tra i giovani uomini. Molti di loro non pongono solo aspettative restrittive sulle donne, ma si trovano anche intrappolati in norme di genere limitanti per sé stessi.
Uomini Gen Z: “Siamo discriminati?”
Secondo l’indagine online, un notevole 61% degli uomini della Generazione Z ritiene che sia già stato fatto abbastanza per la parità di genere nel proprio Paese. Il 57% sostiene addirittura che la parità sia stata promossa a tal punto da discriminare gli uomini.
Il dato che fa riflettere: l’obbedienza nella coppia
Ma il dato più allarmante arriva adesso: quasi un uomo su tre della Generazione Z (il 31%) è convinto che una moglie dovrebbe sempre obbedire al proprio marito. Tra le donne della stessa generazione, questa percentuale scende significativamente al 18%. Per fare un confronto, tra i Baby Boomer maschi (nati tra il 1946 e il 1964) solo il 13% la pensa così, e tra le donne Boomer solo il 6%.
Kelly Beaver, CEO di Ipsos UK & Ireland, commenta: “L’indagine di quest’anno ci mostra che potremmo essere nel mezzo di una grande rinegoziazione dei ruoli di genere nella società odierna.”
Donne che guadagnano di più: un problema?
In quasi un terzo dei Paesi intervistati (come Tailandia, Messico, Sudafrica, Italia, Australia, USA e Giappone), il 29% degli uomini Gen Z crede che crei problemi se una moglie guadagna più del proprio marito. Tra gli uomini Boomer, questa percentuale è solo del 18%. L’indagine, condotta in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha coinvolto oltre 23.000 persone dai 16 anni in su in 29 Paesi.
Situazione italiana: un quadro complesso
In Italia, il dato sul pensiero che una moglie debba obbedire al marito è del 31% tra gli uomini Gen Z, e del 18% tra le donne Gen Z. Per quanto riguarda il guadagno della moglie superiore a quello del marito, il 29% degli uomini Gen Z italiani è contrario, rispetto al 15% delle donne Gen Z. Questi valori sono in linea con la media dei Paesi intervistati, dimostrando una tendenza diffusa.
Il “contro-trend” maschile e la pressione sociale
Gli uomini della Gen Z sembrano subire una pressione maggiore legata alla mascolinità e ai ruoli da ricoprire. I Boomer, invece, sembrano più rilassati e percepiscono la parità di genere meno come una minaccia. Nei più giovani, si nota una maggiore insicurezza riguardo al futuro e allo status sociale, il che potrebbe alimentare la logica “se le donne vincono, io perdo”.
La tendenza generale in Italia rispetto ad altri Paesi sembra essere leggermente migliore su alcuni fronti, ma la percezione di “abbastanza è stato fatto” per la parità è alta anche qui.
La discrepanza tra convinzioni personali e realtà sociale
In Italia, circa tre quarti degli intervistati concorda su una divisione equa dei compiti domestici, nella crescita dei figli e nel guadagno: rispettivamente il 73%, il 75% e il 77%. Tuttavia, questa convinzione personale contrasta con la percezione della realtà sociale.
Solo il 15% dei cittadini italiani crede fermamente che le donne dovrebbero essere le principali responsabili dell’educazione dei figli. Nonostante ciò, il 44% ritiene che la società si aspetti ancora questo dalle donne. Un divario simile si osserva anche per i lavori domestici.
“È molto preoccupante che le norme di genere tradizionali persistano ancora oggi, ed è ancora più preoccupante che molte persone sembrino sentire la pressione delle aspettative sociali che non riflettono davvero ciò che la maggior parte di noi crede,” afferma Heejung Chung della King’s Business School.
Le opinioni personali delle persone sono molto più progressiste di quanto credono che la società si aspetti. Questo divario è particolarmente accentuato negli uomini della Generazione Z, che non solo sentono una forte pressione per conformarsi a ideali maschili rigidi, ma in alcuni casi si aspettano anche che le donne tornino a comportamenti più tradizionali.
E tu, cosa ne pensi?
In Italia, il 37% degli uomini Gen Z ritiene che la promozione della parità di genere sia andata troppo oltre, portando a una discriminazione degli uomini. Tra le donne, il 22% la pensa in questo modo. Allo stesso tempo, il 55% degli uomini e il 36% delle donne sono convinti che sia già stato fatto abbastanza per la parità nel Paese. Tuttavia, il 60% delle donne, e ancora il 43% degli uomini, crede che una vera parità non possa esistere senza un maggior numero di donne in posizioni di governo e aziendali di responsabilità.
Come descriveresti la divisione dei ruoli nella tua relazione o in quella dei tuoi amici? Sentiamo le tue opinioni nei commenti!








