Ti sei mai sentito sommerso dal flusso costante di notifiche, drammi online e la pressione di ogni singolo like? Se la tua salute mentale risente del tempo trascorso sui social, sappi che non sei solo, e c’è chi sta cercando rimedi radicali. La buona notizia? Potrebbe esserci una soluzione tecnologica dietro l’angolo, ma non è quella che ti aspetti.
Bryan Johnson, già noto per i suoi esperimenti estremi di biohacking mirati a rallentare l’invecchiamento, ha lanciato un’idea audace: utilizzare l’intelligenza artificiale per creare uno scudo protettivo tra noi e il caotico universo dei feed social. Ma quanto è realistica questa visione e quali sono le implicazioni per la nostra vita digitale?
I Social Media Come “Inquinamento Mentale”?
Johnson non usa mezzi termini. Paragonando l’impatto dei social media sulla nostra mente ai danni causati dall’inquinamento atmosferico o dall’acqua contaminata, il biohacker sottolinea come le informazioni negative o inutili si accumulino dentro di noi, causando una sorta di “infiammazione cronica” del nostro tessuto mentale.
Ha recentemente trascorso periodi significativi (40 e poi 70 ore) completamente disconnesso dai social. Ma, riconoscendo l’impraticabilità di un isolamento totale nel mondo di oggi – “come dire a un vittoriano di non respirare fumo di carbone”, ha scherzato – Johnson punta a una soluzione più sfumata.
L’AI come Antidoto Digitale
La proposta di Johnson è sorprendente: un “agente AI” che agisca da intermediario tra te e il tuo feed. Immaginalo così:
- Filtrare la rabbia: L’AI eliminerebbe i contenuti volutamente provocatori o ostili.
- Oscurare le metriche di vanità: Addio ai conteggi di like e follower che influenzano il nostro umore e giudizio.
- Tradurre il sensazionalismo: Notizie urlate e imprecise verrebbero riscritte in un linguaggio calmo e oggettivo.
- Preservare l’essenziale: L’obiettivo è recuperare l’informazione utile o interessante per cui ti eri collegato inizialmente, riducendo il “rumore” di fondo.
“Non voglio più vedere il feed grezzo e non filtrato,” ha dichiarato Johnson. “Voglio un agente AI che lo legga per me, rimuova le metriche di engagement che distorcono il mio giudizio, filtri i contenuti emotivi e mi fornisca solo ciò per cui sono arrivato lì in origine.”
Un Biohacker in Guerra contro il Tempo
Questa idea di filtro AI si inserisce perfettamente nella missione di Bryan Johnson: abbassare la sua età biologica e posticipare il più possibile la morte. Con investimenti annuali nell’ordine dei due milioni di dollari in terapie, diete e allenamenti estremi, Johnson vede ogni aspetto della sua vita come un potenziale strumento per la longevità.
La sua visione dei social media evoluti tramite AI mira a trasformarli da una minaccia alla longevità a uno strumento che, paradossalmente, possa contribuire a uno stile di vita più lungo e sano, eliminando le distrazioni dannose.
E tu, cosa ne pensi? Saresti disposto a lasciare che un’AI “pulisca” il tuo feed social, o temi che possa filtrargli via troppo del “reale”?








