Il cancro cambia la vita: ecco perché alcuni pazienti finiscono nei guai

Hai mai pensato che una diagnosi di cancro possa portare a qualcosa di più della sofferenza fisica e psicologica? Sembra incredibile, ma uno studio recente ha rivelato una connessione sorprendente: le persone che combattono il cancro diventano più propense a commettere crimini, anche senza precedenti penali. Se pensavi che solo nei film come “Breaking Bad” succedessero cose del genere, preparati a ricrederti. Questa scoperta potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo al supporto post-diagnosi.

Lo strano effetto del cancro: più crimini dopo la diagnosi

La notizia di un tumore stravolge la vita. Ansia, depressione e un’improvvisa rivalutazione di tutto ciò che conta diventano compagni di viaggio. Ma cosa succede se questa scossa emotiva innesca anche una reazione inaspettata nel comportamento? Uno studio danese ha messo in luce come, negli anni successivi a una diagnosi di cancro, il rischio di condanne penali aumenti significativamente.

Non stiamo parlando di supercriminali come Walter White, il protagonista di “Breaking Bad” che si trasforma in un signore della droga dopo la diagnosi. Le condanne più comuni riscontrate riguardano reati come furti in negozi o possesso di droghe. Eppure, anche questi piccoli inciampi possono complicare ulteriormente la vita di chi già lotta contro una malattia così grave.

Come uno studio ha collegato cancro e criminalità

Per indagare questo fenomeno, un team di economisti ha analizzato dati provenienti da diversi registri in Danimarca. Hanno creato un database immenso che raccoglieva informazioni su demografia, lavoro, istruzione, reddito, salute e storia criminale di centinaia di migliaia di persone.

I ricercatori si sono concentrati su 368.317 persone a cui era stato diagnosticato un cancro tra il 1980 e il 2018. Incrociando dati sanitari e penali, sono riusciti a confrontare il comportamento dei pazienti oncologici con quello di un gruppo di controllo che non aveva ricevuto una diagnosi simile.

I primi anni dopo la diagnosi: calma apparente

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, i pazienti appena diagnosticati non mostrano subito segni di criminalità. Anzi, i tassi di criminalità diminuiscono nel primo anno. Questo è comprensibile: trattamenti intensivi come chemio e radioterapia sono fisicamente estenuanti e richiedono di trascorrere molto tempo in ospedale.

I ricercatori scrivono: “La ragione principale di questo calo iniziale è intuitiva. Sottoporsi al trattamento del cancro è fisicamente estenuante e costringe il paziente a visitare o rimanere in ospedale per lunghi periodi.”

La svolta: cosa succede dopo due anni

Ma qualcosa cambia dopo due anni dalla diagnosi. La probabilità che un paziente venga condannato per un reato supera il livello pre-cancro e diventa statisticamente significativa. Questo effetto non solo persiste, ma tende ad aumentare nei successivi cinque anni, per poi stabilizzarsi su livelli elevati per altri cinque.

In totale, i pazienti oncologici hanno il 14% in più di probabilità di essere condannati per un crimine dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro.

Le possibili ragioni dietro questo comportamento

Ma perché la diagnosi di cancro potrebbe spingere le persone a infrangere la legge? I ricercatori hanno esplorato diverse ipotesi:

  • Differenze economiche: Nonostante l’assistenza sanitaria universale in Danimarca, il cancro ha un costo finanziario elevato. La probabilità di occupazione dei pazienti diminuisce nell’anno della diagnosi e chi lavora tende a fare meno ore e guadagnare meno. “Mostriamo che gli individui che presentano la più forte relazione crimine-cancro tendono anche a sperimentare il maggiore calo del reddito totale.”
  • Fattori non economici: Non sono aumentati solo i crimini economici. Si è registrato anche un aumento significativo di reati non economici, come aggressioni violente, suggerendo che ci siano altre cause in gioco.
  • Prospettiva di vita: La prospettiva di una morte imminente potrebbe diminuire l’effetto deterrente delle conseguenze a lungo termine, come la prigione. Lo studio ha notato che il legame tra cancro e criminalità era più forte nei pazienti con una minore probabilità di sopravvivenza a cinque anni.

Il ruolo del supporto sociale

È interessante notare come le politiche di welfare possano mitigare questo effetto. Lo studio ha evidenziato che l’aumento della criminalità legata al cancro era più marcato nelle aree dove il supporto sociale era stato ridotto.

Molti pazienti oncologici cercano supporto nei propri cari o si concentrano su strategie per migliorare la salute, come l’esercizio fisico o la ricerca di terapie alternative. Tuttavia, questo studio suggerisce che potrebbe esserci una lacuna nel tipo di supporto offerto.

“I nostri risultati indicano che le politiche che affrontano le conseguenze economiche degli shock sanitari sono importanti per mitigarne l’impatto sulla criminalità”, concludono i ricercatori. L’indagine, pubblicata sull’American Economic Journal: Applied Economics, apre nuove prospettive su come aiutare chi lotta contro il cancro.

E tu, cosa ne pensi?

Credi che il peso psicologico ed economico della lotta contro il cancro possa effettivamente portare a comportamenti criminali? Quali tipi di supporto pensi siano più necessari per evitare che questo accada?

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Piacere, Giulia! Sono una giornalista digitale con la passione per il "problem solving". Adoro scovare curiosità e trucchi che nessuno conosce per risparmiare tempo e denaro. Il mio stile è diretto e pratico: se c'è un modo più furbo per fare qualcosa, lo troverò e lo condividerò con te nei miei articoli.

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