Da anni lottavo con l’ansia, un freno che mi impediva di viaggiare da sola. A trent’anni, ho deciso di prendere coraggio e ho prenotato un viaggio in Islanda. Quell’avventura mi ha aiutato a superare molte delle mie paure e mi ha restituito la fiducia per affrontare il mondo, da sola.
Guidare da sola attraverso il paesaggio drammatico dell’Islanda, con “Holocene” di Bon Iver nelle orecchie, mi ha portato alle lacrime. Non erano solo lacrime di stupore per la natura circostante o per le parole di una canzone che parla della nostra posizione nel mondo. Erano lacrime di orgoglio. Avevo affrontato la mia paura e quel momento, emotivamente travolgente ma incredibilmente felice, è scolpito nella mia memoria per sempre.
Il mio primo viaggio da sola mi ha dimostrato che ciò che percepivo come una minaccia, in realtà non lo era, e mi ha dato la forza di continuare a esplorare il mondo in solitaria.
Il terrore dei podcast e le notti insonni
Torniamo un attimo indietro. Sono sempre stata una persona ansiosa, ma tutto è peggiorato quando, verso i venticinque anni, ho iniziato ad ascoltare podcast true crime. Un grande errore. Ora so troppe cose sulla crudeltà di cui le persone sono capaci. Nella mia testa, continuo a immaginare scenari in cui succedono cose terribili a me o ai miei cari, basandomi su quelle storie.
Questo ha iniziato a influenzare la mia vita in vari modi: quando il mio ragazzo era in viaggio per lavoro, avevo paura di uscire di casa. Quando mia madre si è trasferita nella sua nuova abitazione e non avevamo un allarme, ho insistito per non poter dormire lì. L’ansia mi teneva in pugno a casa mia. Viaggiare da sola? Assolutamente impensabile.
Una decisione inaspettata prima dei 30
Poi, lo scorso gennaio, sono stata licenziata all’improvviso. Il mio trentesimo compleanno era a sei mesi di distanza, e avevo una lunga lista di posti che desideravo visitare quest’anno. Non so cosa sia cambiato dentro di me – forse l’età che si avvicinava – ma dopo molte battaglie interiori, ho deciso di visitare almeno uno di quei posti da sola.
Ho scelto l’Islanda, considerata uno dei paesi più sicuri al mondo. Questo ha reso la mia decisione un po’ più facile da realizzare. Ho anche raccontato a tutti – famiglia, amici, persino alla mia estetista – dei miei piani di viaggio. Più persone lo sapevano, più difficile sarebbe stato per me tirare indietro.
Il mio piano: il camper e la Ring Road
Ho quindi affittato un camper per tre giorni per esplorare la Ring Road islandese. Questo viaggio non mi ha trasformata completamente, ma mi ha dato la fiducia necessaria per continuare a viaggiare da sola.
Piccoli passi, grandi vittorie
No, non sono tornata dall’Islanda una persona completamente diversa, né ho vissuto un’esperienza trasformativa in stile “Mangia, Prega, Ama” che ha cambiato la mia essenza. Piuttosto, ho scoperto che piccole esperienze durante il mio viaggio mi hanno aiutato a costruire autostima e a superare gran parte delle ansie con cui combattevo.
Sono riuscita a fare la mia prima escursione da sola, e l’ho anche apprezzata. Ho guidato da sola attraverso i famigerati venti forti dell’Islanda, rimanendo calma anche mentre scuotevano il mio furgone. Anche solo dormire nel mio camper nei campeggi (e dormire profondamente, devo aggiungere!) – qualcosa che non avrei potuto immaginare qualche anno fa – mi ha fatto sentire più forte.
Il confronto diretto con le mie paure ha forse persino riprogrammato un po’ il mio cervello.
E ora? Altri viaggi in programma
Dopo questa avventura di tre giorni, ho prenotato un’altra vacanza in solitaria ad Annecy, in Francia, più avanti in estate. Non vedo l’ora di vivere altre avventure da sola.
Ho ancora paura? Certamente. Ma questo viaggio mi ha aiutato a gestirla meglio. Soprattutto, il confrontarmi con questa paura mi ha insegnato che ciò che si nasconde dietro le mie preoccupazioni può effettivamente portarmi ad alcune delle esperienze migliori della mia vita.
Sei mai partito per un viaggio da solo pensando di non potercela fare, per poi scoprire una forza che non sapevi di avere?








