Comprare casa con l’amica invece che con il partner: perché la nostra convivenza è la migliore forma abitativa

Ti sei mai ritrovata a pensare che la vita a 30 o 40 anni sia un susseguirsi di scadenze, incombenze e una sensazione costante di dover fare tutto da sola? Se l’idea di affrontare la spesa più grossa della tua vita – l’acquisto di una casa – ti spaventa per motivi economici o perché non hai trovato il partner giusto, preparati a un cambio di prospettiva. Quello che sto per raccontarti potrebbe sembrarti insolito, ma è la chiave per capire come reinventare il concetto di “famiglia” e di “casa”.

La mia migliore amica, la mia coinquilina: una scelta controcorrente

Mi chiamo Sarai e ho 36 anni. Insieme alla mia migliore amica di lunga data, Claire, abbiamo compiuto un passo che molti considererebbero inusuale: abbiamo comprato casa insieme. Non siamo partner, siamo amiche. E questa, posso dirlo con certezza, è la migliore decisione abitativa della nostra vita.

L’inizio di tutto: un legame che va oltre

Io e Claire ci siamo conosciute anni fa, quando i nostri mariti erano entrambi di stanza in New Mexico per servizio militare. Nello stesso periodo, ci siamo trovate a essere i principali pilastri di supporto l’una per l’altra. Senza parenti vicini, abbiamo costruito il nostro sistema di supporto. Cinque anni fa, entrambi i nostri matrimoni sono naufragati. Io e Claire ci siamo ritrovate single, a dover gestire tutto da sole, con i figli (lei ha due bambini, io uno).

Durante quel periodo di transizione, ho vissuto sei mesi in una sorta di “prova generale” di convivenza. Lei era lontano per lavoro, e io e i miei figli ci siamo trasferiti da lei. Cuciniamo insieme, facevamo la spesa insieme, andavamo a prendere i bambini a scuola, ci allenavamo e organizzavamo persino serate in famiglia. Ho capito una cosa fondamentale: essere single non significa dover fare tutto da soli. Si crea una sinergia incredibile.

Dopo quel periodo, mi sono trasferita per una nuova opportunità lavorativa, ma la vita da single e genitore in una nuova città si è rivelata subito molto costosa. Così, sono tornata a vivere con i miei genitori nel nord di New York. Anche Claire, dopo il divorzio, era tornata a vivere con i suoi genitori in Wisconsin. Ma il desiderio di indipendenza e, soprattutto, di avere una nostra casa era forte. Eravamo grate ai nostri genitori, ma dopo anni di autonomia, non era la situazione ideale.

L’idea che ha cambiato tutto: perché non comprare insieme?

Durante le nostre continue telefonate, è nata l’idea: perché non comprare casa insieme? Ci fidavamo l’una dell’altra, ci rispettavamo e ci volevamo bene. Entrambe avremmo detto di sentirci sicure e amate per quello che eravamo, finalmente, dopo tanto tempo, senza condizionamenti.

Io avevo un reddito stabile e un buon credito, Claire aveva i suoi risparmi. Insieme, eravamo un team perfetto per affrontare l’acquisto di una casa. Così, lo scorso anno, durante una visita di Claire a New York, quasi per gioco abbiamo deciso di dare un’occhiata a qualche immobile. L’immagina sembrava quella di una coppia, ma il nostro rapporto è anni luce più solido!

La casa dei sogni: un duplex del ‘900

Ci siamo imbattute in un allegro duplex giallo – uno che la nostra agente immobiliare quasi ci sconsigliava perché considerato “un po’ insolito” – e ce ne siamo innamorate all’istante. Costruito nel XIX secolo, conservava molti dettagli originali. Si trovava in una strada tranquilla e aveva un terreno enorme, alberato. In origine, era una fattoria per più famiglie, quindi la divisione interna era perfetta per noi: due camere da letto al piano superiore, altre tre al piano inferiore, un bagno e una cucina su ogni piano. L’abbiamo comprata.

Ogni singolo giorno, anche nei rarissimi momenti di disaccordo, sono grata per questa decisione. Vivere con la mia migliore amica, vederla ogni giorno, supportarci a vicenda, amarci, essere lì l’una per l’altra: è impagabile. Abbiamo appena passato una serata a bere Gin Tonic guardando “Mulan”, cantando a squarciagola. Rompendo questo schema mentale che vede le convivenze solo per i più giovani, noi ritroviamo quel senso di intimità che molti perdono per strada dopo i vent’anni.

Le domande più frequenti: relazioni e conflitti

La domanda che ci viene posta più spesso è: “Cosa succede quando vi frequentate con qualcuno?”. Semplice: entrambe abbiamo dei fidanzati. Ma perché questo dovrebbe stravolgere la nostra situazione abitativa? Non c’è bisogno di andare a convivere con un partner per necessità, ma solo per effettivo desiderio.

Abbiamo anche discusso della possibilità che i nostri partner possano trasferirsi in futuro. In quel caso, potremmo tranquillamente suddividere la casa in modo più netto, creando spazi abitativi distinti anziché comuni. L’idea non ci spaventa affatto.

E per quanto riguarda i litigi? È facile rispondere. Non credo che le relazioni profonde e autentiche possano esistere senza conflitto. In ogni rapporto – romantico o platonico – ci saranno disaccordi. La chiave è gestirli con rispetto e cura.

Quando litigiamo o ci diamo fastidio a vicenda, ci prendiamo uno spazio per respirare e poi ci sediamo di nuovo a discuterne. Questo non ci ha allontanato, anzi, ci ha reso ancora più unite.

Le amicizie come pilastro fondamentale

Dopo il mio divorzio, ho riflettuto molto su come l’amore romantico sia stato a lungo considerato la forma di relazione suprema, la base ideale per una vita insieme. Oggi so che mi sbagliavo. La mia amicizia con Claire è una delle relazioni più profonde che abbia mai avuto. Perché non avrei dovuto costruire la mia vita con lei? Con lei, la mia amica, sento di non solo sopravvivere, ma di prosperare.

Anche se ora ho di nuovo una relazione romantica, non darò mai più per scontata l’amicizia. Comprare casa e vivere con la mia migliore amica, contro ogni convenzione, mi ha resa incredibilmente felice. Più felice che mai.

E tu, hai mai pensato a una forma di convivenza non convenzionale? Quali pensieri ti bloccano?

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Piacere, Giulia! Sono una giornalista digitale con la passione per il "problem solving". Adoro scovare curiosità e trucchi che nessuno conosce per risparmiare tempo e denaro. Il mio stile è diretto e pratico: se c'è un modo più furbo per fare qualcosa, lo troverò e lo condividerò con te nei miei articoli.

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