Ti ritrovi a scorrere all’infinito video di persone che promettono di abbandonare i social media nel 2026? Non sei sola. Nella frenesia digitale, dove la realtà sembra spesso un disastro annunciato, la tentazione di “tornare analogici” è forte. Ma cosa succede quando questa aspirazione diventa un progetto concreto, condiviso con il partner?
Ho notato una crescente tendenza: sempre più persone cercano attività offline per sfuggire al cosiddetto “doomscrolling”. L’ironia è palese, ma in un’epoca di incertezze globali, l’idea di dedicarsi a qualcosa di tangibile e lontano dagli schermi ha un fascino innegabile. Ho deciso di sperimentare, coinvolgendo mio marito.
Una fuga dalla routine digitale: l’idea geniale (e un po’ folle)
Ho condiviso il mio pensiero con mio marito: “E se trovassimo un nuovo hobby per allontanarci dal telefono, anche solo per un po’ ogni giorno? E se lo facessimo insieme?”. La sua risposta è stata immediata e sorprendentemente concreta: “Compriamo dei kit di pittura per adulti.” Una proposta che ci ha fatto vacillare, allontanandosi parecchio dalla nostra zona di comfort.
Non proprio artisti nati: l’inizio un po’ goffo
Siamo entrati in un negozio d’arte, quasi per caso. Abbiamo scelto tele di grandi dimensioni, più per avere un progetto a lungo termine che per una reale convinzione nelle nostre capacità artistiche. Trenta dollari dopo, ci siamo chiesti cosa ci avesse spinto a fare un passo del genere. Una volta a casa, abbiamo preparato un tavolo pieghevole, posizionato tra noi sul divano, con acqua, pennelli e tovaglioli di carta a portata di mano.
Abbiamo scelto di tenere i nostri colori separati, messo su una puntata in replica di una serie comica e, con le nostre lenti d’ingrandimento, abbiamo iniziato a intingere i pennelli. Lui una vista di Brooklyn, io un cielo di Londra. In cuor nostro, speravamo che il risultato fosse abbastanza bello da appendere in camera da letto.
La pittura di numeri: più impegnativa del previsto
Fin da subito, due cose sono diventate evidenti. Primo: avevamo sottovalutato la complessità dei kit per adulti. Secondo: affrontavamo l’attività in modi radicalmente diversi.
Io tendevo a iniziare dalle aree più grandi, esitando al bordo, quasi per paura di commettere subito un errore. Mio marito, invece, si concentrava sui dettagli più piccoli, leggendo attivamente tutte le istruzioni. Io, diciamolo, le istruzioni le ho cestinate quasi subito.
- Le nostre personalità si sono rivelate in modo inaspettato: io ho bisogno di vedere il disastro prima di pianificare, lui è più logico e orientato al bianco o nero.
- Le differenze sono emerse prepotentemente durante la pittura.
Io ho passato ore a rimuginare, a ricominciare, a preoccuparmi di finire il colore giusto per il cielo. Il mio cielo è risultato terribile, una chiara dimostrazione della mia scarsa vena artistica. E ho smesso di dipingere ben prima della fine della nostra serie preferita.
Nonostante tutto, continuavamo a dipingere. E qualcosa cambiava.
I progressi erano lenti, e non avevamo idea di quando avremmo finito. Ma quelle serate, trascorse dipingendo invece di perderci negli schermi dei nostri telefoni, hanno iniziato a cambiare l’atmosfera in casa. Parlavamo. Ridavamo.
Lo “stress” di rimanere nei contorni era un tipo di tensione più leggera, simile a quella che provavamo all’inizio della nostra relazione. Commentavamo i nostri progressi prima di andare a dormire, e ci addormentavamo più sereni.
Ci siamo ricordati com’era fare qualcosa senza un obiettivo preciso, solo per il piacere del momento. Un modo per godersi il tempo insieme, meno online.
Il ritorno alla passione: un dono inaspettato
Forse, una volta finito, posterò una foto con un filtro morbido, mostrando con orgoglio il mio cielo rosa di Londra, errori inclusi. Un piccolo “distintivo analogico” per celebrare il fatto che ci siamo ricordati di come si vive davvero. E questo, credetemi, vale ben più di qualsiasi like sui social.
Cosa ne pensi? Hai mai provato un hobby che ti ha aiutato a riscoprire te stesso o la tua relazione?








