Sei stanco della routine e sogni una vita diversa, lontana dalla scrivania e dai soliti schemi? Immagina di poter lavorare comodamente dal tuo ufficio, ma con la brezza marina sulla pelle e l’orizzonte blu a perdita d’occhio. Sembra un sogno irrealizzabile? Non per Jeremy Brand Yuan, che ha trasformato questa fantasia in realtà lavorando da una barca a vela nel Sud-Est asiatico. Ma quale compromesso si nasconde dietro una vita così avventurosa e quale segreto gli permette di guadagnare più rispetto a prima?
Dalla scrivania di San Francisco alla vita sull’oceano
Per anni, Jeremy si è identificato come un impiegato. La pandemia, però, ha scardinato le sue certezze, rivelandogli il potenziale del lavoro da remoto. “Dopo aver assaporato la libertà della connessione da casa, non ho più voluto mettere piede in un ufficio,” racconta. Lasciata San Francisco, ha scelto di avvicinarsi alla madre in North Carolina, scoprendo che la presenza fisica non era essenziale per sentirsi parte di un team.
La scelta di Taiwan e l’avventura in barca
Dal 2022, all’età di 35 anni, Jeremy ha scelto Taiwan come base, grazie alle sue origini e alla famiglia presente. Lavora a tempo pieno come product marketer, ma quando il sole tramonta sull’isola, la sua vera vita inizia: le acque della Malesia e della Thailandia. Questo stile di vita gli permette avventure incredibili, ma impone anche scelte difficili, come lavorare fino alle 21:00 per allinearsi al fuso orario statunitense.
La vela: da hobby a stile di vita
Nel luglio 2023, durante un viaggio verso gli USA, Jeremy ha iniziato a navigare per puro spirito d’avventura, iscrivendosi a un corso per principianti e approfondendo poi autonomamente le nozioni necessarie. La ricerca della barca perfetta lo ha portato a Langkawi, in Malesia. Ha trovato un esemplare di dimensioni ideali, facile da gestire da solo e sufficientemente spazioso per creare un angolo studio. L’acquisto, avvenuto nel dicembre 2023, è costato 22.500 euro.
Sebbene la vela comporti spese come l’ormeggio e la manutenzione, in Sud-Est asiatico i costi sono relativamente contenuti. Jeremy confessa di spendere ancora meno rispetto a quanto faceva a San Francisco. La spesa per cibo e rifornimenti è gestibile, con ristoranti sulla spiaggia o piccoli mercati a portata di una giornata di navigazione. Tuttavia, dopo circa quattro o sei settimane in mare, Jeremy sente il bisogno di tornare a Taipei per un po’.
Compromessi necessari per una vita in movimento
Dal 2020, Jeremy lavora nel product marketing per Airtime, un’azienda di software video. Mantiene il contatto con i colleghi tramite incontri individuali e “caffè virtuali”. La sua priorità è una connessione internet stabile e veloce, per cui ha investito in Starlink. Ci sono stati momenti in cui l’albero della sua barca ha bloccato il segnale satellitare, causando brevi interruzioni, ma per la maggior parte non sono state un problema insormontabile.
La routine quotidiana a bordo
Gli orari di lavoro di Jeremy seguono il fuso orario della costa est degli Stati Uniti, dalle 21:00 alle 5:00 del mattino. Appena chiude il laptop, cerca di dormire. Di solito si sveglia tra le 13:00 e le 14:00, ma l’afa tropicale a volte lo costringe ad alzarsi prima, già sudato.
È fondamentale sottolineare che Jeremy non naviga mai durante l’orario di lavoro. Sarebbe irresponsabile dedicarsi al computer senza prestare attenzione a ciò che accade in acqua. Durante le ore lavorative, la barca è all’ancora o ormeggiata in un porto turistico. Le uscite in barca durante il tempo libero sono più brevi, data l’autonomia delle batterie (circa tre notti) e la necessità di essere vicino a una fonte di ricarica a terra.
La possibilità di vivere così è un privilegio impensabile per le generazioni passate. Jeremy noleggia motorini per esplorare i luoghi in cui attracca, godendosi l’autenticità locale, dal cibo alle feste, per poi riprendere il largo.
Amici? Pochi.
Questo stile di vita, tuttavia, comporta un prezzo: l’isolamento. I velisti incontrati hanno vite itineranti, i turisti vanno e vengono. Nonostante la cordialità, raramente si creano legami profondi e duraturi. Jeremy ammette di trascurare il suo vita sociale. Sua madre, inizialmente preoccupata, ha sempre appoggiato le sue scelte, dimostrando un sostegno inestimabile.
Nessun rimpianto per il passato
Anche dopo due anni, Jeremy è entusiasta del bagaglio tecnico acquisito e della semplicità e avventura che questo stile di vita offre. Non è escluso che possa tornare a un impiego d’ufficio, ma solo se strettamente necessario. L’ufficio, per lui, significa mancanza di privacy e una vicinanza forzata che può disturbare. La sua barca, invece, è un rifugio intimo.
Si è spesso chiesto se questo stile di vita lontano dalla “civiltà” possa limitare le opportunità professionali, data la tendenza verso meno lavori da remoto. Per chi ha ambizioni di carriera sfrenate, forse non è la scelta ideale, ma Jeremy ha trovato il suo equilibrio.
Le opportunità di carriera o gli stipendi elevati di un impiego in ufficio, in questa fase della sua vita, non lo renderebbero più felice. Osservare il tramonto dalla prua della sua piccola e amata barca a vela, invece, gli dona una serenità inestimabile.
E tu, cosa faresti se potessi lavorare da qualsiasi angolo del mondo?








