L’amicizia unilaterale: sei sempre tu a fare il primo passo? Ecco cosa fare

Sei stanco di essere sempre tu a dover cercare il contatto, a organizzare gli incontri, a mantenere viva l’amicizia? Ti sei mai chiesto cosa succederebbe se smettessi di farlo? È una domanda che tormenta molti, specialmente quando si desidera con tutto il cuore un legame profondo e reciproco. Se senti che l’iniziativa è sempre e solo la tua, è arrivato il momento di cambiare prospettiva e scoprire come vivere le tue amicizie con serenità.

Da bambina a adulta: la ricerca costante di connessione

Fin da piccola, ho sempre avuto questa spinta a connettermi con gli altri. Ricordo che chiedevo continuamente di invitare amici a casa, di organizzare pomeriggi di gioco e pigiama party. Crescendo, ero sempre io quella che pianificava, che proponeva uscite, che teneva i contatti. Forse questa insicurezza derivava anche dai frequenti traslochi della mia infanzia: le amicizie erano il mio punto fermo, il modo in cui passavo dalla sensazione di essere “fuori” all’essere “dentro”.

L’adulto che fa sempre il primo passo

Anche da adulta, trasferendomi in un nuovo paese, ho continuato su questa strada. Ero la persona che chiamava, che mandava messaggi, che proponeva caffè o passeggiate. Amici dalla chiesa, dal lavoro, dal circolo dei conoscenti di mio marito, dai genitori dei compagni di scuola dei miei figli: ero io quella che teneva le fila. La mia convinzione era che, se avessi smesso di farlo, li avrei persi. Ma poi è subentrata una domanda insistente: “Cosa succederebbe se non facessi più nulla? Se non scrivessi, non chiamassi, non pianificassi? Si farebbero sentire loro?”.

Questo mi ha portato a condurre piccoli esperimenti per mesi. Mi sono trattenuta, aspettando di vedere se e da chi avrei ricevuto notizie. I risultati sono stati, da un lato, deludenti e frustranti, ma anche istruttivi. Alcune persone non si sono fatte sentire affatto, facendomi sentire respinta. Altre, invece, hanno cercato il contatto. Tutte le mie vecchie paure di esclusione e rifiuto sono riemerse con prepotenza.

Investire tempo nelle amicizie: un equilibrio necessario

Questo mi ha fatto riflettere parecchio. Mi infastidiva essere sempre io a portare avanti le amicizie? Forse il mio ideale di amicizia era troppo intenso per gli altri? Quanta dedizione ero disposta a offrire? Ero forse troppo “bisognosa”?

Attraverso questa introspezione, ho imparato molto su me stessa e sulla natura profonda delle amicizie.

  • Sono un’amica leale.
  • Per me le relazioni profonde e significative sono fondamentali.
  • Mi piace investire tempo ed energie nelle amicizie, anche se ho un lavoro a tempo pieno, un marito e tre figli.
  • Cerco amicizie con persone che condividono i miei stessi valori: impegno, regolarità, un senso di sorellanza.

Tuttavia, non tutti cercano la stessa intensità. Alcune persone si accontentano di amicizie più leggere, o magari hanno già legami fortissimi con la famiglia o altre persone. In sintesi: va bene se gli altri hanno una concezione diversa dell’amicizia. Questo non dovrebbe frustrarmi e non dovrei sentirmi rifiutata per questo.

Ho quindi deciso di tenere a mente quali amici cercano un legame profondo come il mio e quali si accontentano di qualcosa di più superficiale.

Tre legami stretti, il resto resta più leggero

Alla fine, ho trovato tre persone con cui l’amicizia è altrettanto importante. Possiamo contare l’uno sull’altro. Sono loro che mi cercano, così come io cerco loro. Prendono l’iniziativa, scrivono messaggi, chiamano e sono incredibilmente leali.

Ma ho smesso di inseguire chi, in termini di amicizia, naviga su lunghezze d’onda diverse. Mantengo ancora il contatto con loro, mi farebbe ancora piacere incontrarli per un caffè. Ma non dedico più la stessa priorità a questi rapporti come facevo un tempo.

Non provo risentimento, ma comprensione per il fatto che abbiamo idee diverse su cosa significhi amicizia. Ed è perfettamente normale. Posso accettarlo senza sentirmi rifiutata o indesiderata. Quando ci vediamo, al cancello della scuola, per strada o in rare occasioni, mi godo la loro compagnia e non mi aspetto più di quanto siano in grado di offrire.

E poi ci sono quelle poche altre amicizie per cui, se avessi voluto mantenerle, avrei dovuto continuare a prendere io l’iniziativa. Devo accettarlo affinché possano continuare ad esistere. Apprezzo troppo queste amicizie per vederle o sentirle solo occasionalmente.

Nell’ultimo anno, ho apportato questi cambiamenti e mi sento più felice nelle mie amicizie che mai. So a cosa aggrapparmi. So di essere voluta e amata, non da tutti, ma da pochi, e questo ora mi basta.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Piacere, Giulia! Sono una giornalista digitale con la passione per il "problem solving". Adoro scovare curiosità e trucchi che nessuno conosce per risparmiare tempo e denaro. Il mio stile è diretto e pratico: se c'è un modo più furbo per fare qualcosa, lo troverò e lo condividerò con te nei miei articoli.

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