Ti sei mai chiesto se i capolavori che ammiriamo nei musei siano esattamente come ce li hanno tramandati i maestri? A volte, anche i dettagli ingannevoli possono nascondere segreti millenari. Un’intelligenza artificiale ha recentemente fatto luce su un particolare sorprendente in una delle opere più iconiche di Raffaello, mettendo in discussione se ogni pennellata sia davvero opera del genio. Preparati a scoprire quale volto in quest’opera famosissima potrebbe non essere di mano dell’artista.
L’occhio che non sbaglia: l’IA al servizio dell’arte
Nel 2023, una rete neurale di intelligenza artificiale, addestrata a riconoscere gli stili pittorici con una precisione quasi sovrumana, ha individuato qualcosa di insolito in un dipinto attribuito a Raffaello: un volto che gli esperti sospettano non sia stato dipinto dal maestro stesso.
Il mistero del volto di San Giuseppe
Stiamo parlando della Madonna della Rosa, un’opera attribuita a Raffaello Sanzio. Il particolare che ha acceso il dibattito è il volto di San Giuseppe, visibile nell’angolo in alto a sinistra del dipinto. Gli studiosi si interrogano da tempo sull’autenticità completa di quest’opera. Già nel XVII secolo, si annotava la sua presenza in un monastero spagnolo, prima di entrare a far parte delle collezioni del Museo del Prado nel 1857.
La storia di quest’opera, prima del 1667, rimane avvolta nel mistero. Sebbene sia stata attribuita interamente a Raffaello per tutto il tempo della sua permanenza in Spagna, alcuni critici hanno notato delle differenze nello stile e nella tecnica utilizzata per il volto di San Giuseppe, suggerendo un possibile coinvolgimento di artisti della bottega di Raffaello.
- Alcuni esperti pensano che il volto di San Giuseppe sia opera del pupillo di Raffaello, Giulio Romano.
- Altri ipotizzano la partecipazione di Gianfrancesco Penni.
- In Spagna, tuttavia, l’attribuzione originale a Raffaello non è mai stata messa in discussione.
Come l’IA ha rivelato il segreto
Sebbene l’analisi degli esperti si basi su molteplici prove, un metodo innovativo che sfrutta un algoritmo di intelligenza artificiale sembra dare ragione a chi sospetta la presenza di più mani nell’opera. Ricercatori britannici e statunitensi hanno sviluppato un algoritmo di analisi personalizzato, addestrandolo su opere che sappiamo con certezza essere di Raffaello.
Utilizzando l’analisi delle caratteristiche profonde, il computer è stato allenato a riconoscere lo stile di Raffaello a un livello microscopico: dalle pennellate, alla palette dei colori, alle sfumature. “Il computer vede molto più in profondità dell’occhio umano, a livello microscopico,” spiega Hassan Ugail, matematico e informatico dell’Università di Bradford.
Questo tipo di processo di apprendimento automatico richiede una vasta quantità di esempi, cosa non sempre facile da reperire quando si tratta dell’intera opera di un singolo artista. Il team ha modificato un’architettura pre-addestrata da Microsoft, chiamata ResNet50, unendola a una tecnica di machine learning tradizionale chiamata Support Vector Machine.
Risultati sorprendenti
Questo metodo ha dimostrato in passato un’accuratezza del 98% nell’identificazione di dipinti di Raffaello. Solitamente, l’IA viene addestrata su immagini intere, ma in questo caso, il team ha chiesto di analizzare anche singoli volti.
L’analisi ha confermato che la Madonna, il Bambino e San Giovanni sono con ogni probabilità opera di Raffaello. La sorpresa è arrivata invece con il volto di San Giuseppe. I ricercatori notano che nei dibattiti precedenti sull’autenticità del dipinto, il volto di San Giuseppe era considerato meno “riuscito” rispetto agli altri personaggi.
Quando l’IA ha analizzato l’intera “Madonna della Rosa”, i risultati non sono stati definitivi. Tuttavia, “quando abbiamo analizzato le singole parti, mentre il resto del quadro era confermato come Raffaello, il viso di Giusepppe è risultato molto probabilmente non essere di Raffaello,” ha affermato Ugail.
Non possiamo ancora affermare con certezza assoluta chi abbia dipinto quel volto; possibile che sia ancora opera di Giulio Romano, ma non vi è una garanzia assoluta. Questo è un altro esempio di come la tecnologia moderna stia rivelando i segreti dei dipinti classici, questa volta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
La Madonna della Rosa fu dipinta tra il 1518 e il 1520. Fu solo a metà dell’Ottocento che i critici d’arte iniziarono a sospettare che Raffaello non avesse dipinto interamente l’opera. Ora questi sospetti sembrano essere stati quasi definitivamente provati, sebbene il team dietro lo studio tenga a sottolineare che l’IA continuerà ad assistere gli esperti d’arte in futuro, piuttosto che sostituirli.
“Non si tratta di un caso di IA che ruba il lavoro alle persone,” conclude Ugail. “Il processo di autenticazione di un’opera d’arte coinvolge molti aspetti, dalla provenienza, ai pigmenti, allo stato di conservazione e così via. Tuttavia, questo tipo di software può essere utilizzato come uno degli strumenti per assistere in questo processo.”
La ricerca è stata pubblicata su Heritage Science.
E tu, cosa ne pensi?
Ti ha sorpreso questa scoperta? Credi che l’IA possa davvero svelare tutti i segreti nascosti nei capolavori dell’arte? Condividi la tua opinione nei commenti!








