Ciclone bomba al largo della costa: cosa aspettarsi e come prepararsi

Se pensavi che l’inverno avesse finito di sorprenderti con il suo freddo pungente, preparati: l’ondata di gelo che sta attanagliando gli Stati Uniti orientali non accenna a diminuire. Nei prossimi giorni, temperature ben al di sotto dello zero raggiungeranno persino la Florida, solitamente tiepida, mentre una potente tempesta invernale, con caratteristiche da “ciclone bomba”, si profila all’orizzonte per il fine settimana lungo la costa atlantica.

Ma cosa significa esattamente “ciclone bomba” e quali sono i rischi concreti per chi vive in queste aree? È fondamentale capire cosa sta per succedere per poter prendere le giuste precauzioni e affrontare al meglio questa nuova, imminente minaccia meteorologica. Non sottovalutare l’intensità di questo fenomeno, perché potrebbe portare con sé conseguenze significative.

La minaccia di un ciclone bomba: cosa dice la scienza

I meteorologi stanno monitorando con crescente preoccupazione la formazione di quello che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio “ciclone bomba” – una tempesta che si intensifica rapidamente, quasi come un uragano invernale – al largo delle Caroline, tra venerdì sera e sabato.

“Sembra che una grande tempesta invernale stia arrivando nelle Caroline”, afferma il meteorologo Peter Mullinax del Centro di Previsione Meteorologica della NOAA. Questo sistema potrebbe scaricare abbondanti nevicate, almeno 15 centimetri, con condizioni di visibilità quasi nulle, colpendendo le Caroline, la Georgia settentrionale e la Virginia meridionale.

Possibili traiettorie e impatti

Dopo questa fase iniziale, la tempesta potrebbe cambiare rotta, dirigendosi verso l’area dell’Interstate 95 tra la tarda serata di sabato e la domenica, scaricando ancora più neve da Washington a Boston, paralizzando ulteriormente gran parte del paese. Tuttavia, esiste anche la possibilità che colpisca solo marginalmente, interessando principalmente zone come Cape Cod. Un’altra opzione è che la tempesta si allontani innocuamente verso il mare. Al momento, meteorologi e modelli di previsione non concordano su un unico scenario definitivo.

“La fiducia è molto più alta sul fatto che nelle coste delle Caroline e della Virginia ci saranno nevicate significative questo fine settimana”, dichiara James Belanger, vicepresidente per la meteorologia presso The Weather Channel. “La vera domanda riguarderà la traiettoria che prenderà” da quel momento in poi.

Ryan Maue, un meteorologo privato ed ex capo scienziato della NOAA, descrive la situazione per il medio Atlantico e il nord come un evento “boom or bust” (tutto o niente). “Se dovesse succedere (lungo la costa), sarebbe un evento di grande portata”.

Modelli divergenti: dove andrà la tempesta?

Nella giornata di martedì, i modelli di previsione presentavano scenari molto diversi, con tempeste che spaziavano dal largo mare all’entroterra, puntando verso Philadelphia. Entro mercoledì mattina, si è iniziato a notare un certo accordo sul fatto che “è probabile che vedremo una qualche forma di potente tempesta costiera da qualche parte a est della Carolina del Nord, al largo della costa del Delmarva, ma sono ancora discordi su dove esattamente”, spiega Mullinax.

Le probabilità che la tempesta si allontani completamente dalla costa orientale sono diminuite mercoledì mattina, ma non sono scomparse del tutto. Per quanto riguarda le opzioni, “da Washington D.C. fino a New York è probabilmente l’area più incerta”, osserva Mullinax. Una differenza di soli 80 chilometri nella posizione del centro della tempesta potrebbe essere cruciale. Il meteorologo senior di AccuWeather, Dan Pydynowski, suggerisce che per il medio Atlantico meridionale potrebbe essere difficile evitare una qualche forma di neve, sia essa poca o molta.

Differenze chiave rispetto alla tempesta precedente

Questa tempesta del fine settimana si distinguerà da quella precedente, che era iniziata con aria umida dal Pacifico combinata con una profonda penetrazione di aria artica da un vortice polare allungato, ulteriormente alimentato da umidità proveniente da sud ed est. La tempesta passata aveva venti deboli. Questa, invece, genererà forti venti, anche se la neve dovesse mancare l’area di Washington, con raffiche che potrebbero raggiungere i 65 km/h, facendo percepire temperature prossime ai -18°C.

“Sembra una tempesta piuttosto forte ed esplosiva, quindi tutti avranno venti rafficati”, afferma Pydynowski, anche nelle zone interne che non vedranno neve, come Pittsburgh. I forti venti potrebbero far precipitare le temperature diurne, che si aggirano intorno ai -10°C, a una percezione di sotto lo zero.

“Questo è ciò che considereremmo un classico ‘nor’easter'”, commenta Belanger, descrivendo una tempesta che si forma lungo la Costa del Golfo degli Stati Uniti, attraversa l’Atlantico e risale lungo la costa est. Questo tipo di tempeste, pur non essendo rarissime, tendono a verificarsi in rapida successione.

Combinazione micidiale: aria gelida e acqua calda

Uno dei fattori chiave in questo scenario è l’acqua del Golfo del Messico, insolitamente calda – in parte a causa del cambiamento climatico indotto dall’uomo – e la sempre tiepida Corrente del Golfo atlantica. Quando questi elementi si combinano, la tempesta “assorbe più umidità e acquista maggiore forza”, spiega Bernadette Woods Placky, meteorologa capo del nonprofit Climate Central.

Una volta che il nucleo della tempesta si avvicina alle Caroline, la sua pressione diminuirà enormemente, abbastanza da qualificarsi per quella che i meteorologi chiamano “bombogenesi” o “ciclone bomba”. Questo le conferirà la potenza di un uragano di moderata intensità, con venti impetuosi, ma durante l’inverno.

Se la tempesta dovesse approdare sulla terraferma, i venti e la neve aggiuntiva potrebbero causare enormi accumuli di neve, sufficienti a seppellire le auto. Maue avverte che questa è una possibilità concreta se il ciclone raggiungerà la costa con la sua massima intensità.

Il freddo artico si estende a sud: cosa aspettarsi

Ciò che è invece più certo è che il gelo artico nel Midwest e a Est continuerà almeno fino a metà febbraio, con solo brevi e lievi rialzi delle temperature che rimarranno comunque al di sotto della media stagionale. E la nuova tempesta del fine settimana “porterà quel freddo e lo farà scendere lungo il cuore della penisola della Florida”, prevede Pydynowski.

Orlando è prevista precipitare ben al di sotto dello zero, con una massima di 8°C, infrangendo i record di temperatura. Anche Miami e Key West sfioreranno temperature da record domenica e lunedì. Le previsioni per la Florida sono così rigide da suscitare preoccupazione per i potenziali danni alle colture di agrumi e fragole dello stato.

“Stiamo andando incontro a un periodo brutalmente freddo”, conclude Maue.

Tempeste a ritmo serrato

Dopo la tempesta di questo fine settimana, i modelli a lungo termine prevedono un’altra perturbazione verso la fine della prima settimana di febbraio. I meteorologi osservano una tendenza che vede la costa est intrappolata in uno schema di freddo pungente e tempeste di neve, a causa della caduta di aria artica e dell’acqua calda che alimentano questi fenomeni.

Le tempeste di neve sulla costa est non accadono troppo spesso, ma “quando succedono, succedono in branco”, afferma l’ex direttore del National Weather Service, Louis Uccellini, autore di libri di testo di meteorologia sulle tempeste di neve invernali. Questa tendenza ciclica è ciò che rende la situazione attuale così preoccupante.

E tu, come ti stai preparando per questo fine settimana di maltempo? Hai già affrontato eventi simili? Condividi la tua esperienza nei commenti qui sotto!

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Piacere, Giulia! Sono una giornalista digitale con la passione per il "problem solving". Adoro scovare curiosità e trucchi che nessuno conosce per risparmiare tempo e denaro. Il mio stile è diretto e pratico: se c'è un modo più furbo per fare qualcosa, lo troverò e lo condividerò con te nei miei articoli.

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